La Commissione Ue ha inviato una lettera al ministero dell'economia
perché vuole capire se, dietro la rivalutazione delle quote di
Bankitalia, non ci siano aiuti di stato agli istituti. Se così fosse, il
decreto che rivaluta il capitale di palazzo Koch andrebbe riscritto. Lo
scrive La Repubblica, aggiungendo che per ora Bruxelles non salta alle
conclusioni, perché l'esame del caso Bankitalia è appena agli inizi.
Proprio in questi mesi le grandi banche italiane sono sottoposte
all'esame sulla qualità e la tenuta dei loro bilanci da parte della
Banca centrale europea e dell'Eba. In base all'esame di Bruxelles, i
profili di aiuto di stato potrebbero nascondersi a vari stadi
dell'operazione. L'esame della Commissione non sarà solo un atto dovuto,
ma una verifica approfondita. E potrebbe tener conto anche della forte
irritazione delle banche estere attive in Italia per il trattamento
fiscale che il decreto riserva agli azionisti italiani di Bankitalia.
Per Intesa Sanpaolo, primo azionista di Bankitalia con il 42,43% del
capitale, ci sono in ballo plusvalenze potenziali per oltre 2 mld,
mentre per Unicredit (azionista con il 22,11%) circa la metà; per
Generali Ass. (6,33%) 300 mln e per Banca Carige (4,03%) 200 mln.
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