Piccolo manuale per l’attivista “alternativo” di base.
1) Non dimentichiamo che tutti noi siamo figli della società in cui
viviamo. Che, come sappiamo, ha bisogno di riparazioni sostanziali.
Anche ciascuno di noi ha bisogno di riparazioni.
2) Tutti faranno qualche errore. Comprendere gli errori degli altri significa attrezzarsi per vedere i propri.
3) La gerarchia delle conoscenze dev’essere riconosciuta, apprezzata e utilizzata.
4) Nella fase in cui si discute, la gerarchia delle conoscenze deve essere sempre tenuta presente.
5) Nella fase delle decisioni non c’è alcuna gerarchia, e il diritto di ognuno a scegliere è identico a quello di ogni altro.
6) Quasi nessuno di quelli che arrivano ad Alternativa ha esperienza di
organizzazione. L’organizzazione si impara, e poi la si insegna, non è
un dato di partenza ma di arrivo.
7) Quando una riunione a
qualsiasi livello si conclude senza che ciascuno dei suoi partecipanti
abbia ricevuto un incarico specifico, si può essere sicuri che è stato
fatto almeno un errore. Tutti devono avere qualche cosa da fare.
L’attività di proselitismo è attività politica primaria. Essere membro
di Alternativa e non fare nessuna azione di proselitismo è una
contraddizione in termini.
9) Ci sono molti modi per fare azione di proselitismo. Si richiede, per questo, inventiva e fantasia.
10) Ogni modo di agire richiede una fase di preparazione e una fase di esecuzione. Entrambe vanno studiate con attenzione.
11) Non tutti sanno (o possono) fare tutto. Ognuno deve mettere
l’asticella alla propria altezza. Troppo in alto è sbagliato, ma anche
troppo in basso è sbagliato.
12) Tutti possono fare qualche
cosa. Se uno o una si accorgono di non stare facendo niente per
Alternativa, allora c’è un problema.
13) Non esistono attività
di proselitismo di qualità inferiore o superiore. Raccogliere le olive
e vendere l’olio per finanziare Alternativa non è meno importante che
scrivere un articolo per Megachip.
14) L’attività di
finanziamento dell’organizzazione non è qualche cosa di extra, cui si
pone attenzione dopo avere discusso di politica. Senza soldi non esiste
organizzazione. Senza soldi non esiste politica. Senza soldi si
chiacchiera e basta. Se non si distribuiscono compiti che conducono alla
raccolta di fondi vuol dire che è in corso un errore operativo e
politico.
15) L’attività di finanziamento non è prerogativa o incombenza di qualcuno: è compito di tutti.
16) L’attività di finanziamento è attività politica primaria. E’ il
momento in cui si esce all’esterno e si va in cerca di interlocutori .
17) Raccogliere denaro non è fare la questua: è uno scambio. Noi
regaliamo idee e proposte e chiediamo, in cambio, di essere sostenuti e
aiutati.
18) Il contatto con l’esterno, con persone “altre”,
richiede molta cura. Preliminarmente occorre sapere che, di regola, gli
altri che incontriamo non sanno cos’è un’organizzazione. Spesso ne hanno
timore.
19) In un’organizzazione di volontari la presenza di
una persona che dirige il gruppo è decisiva. Se non c‘è una
responsabilità, dopo un tempo più o meno lungo, l’attività finisce nel
nulla.
20) In un’organizzazione di volontari la continuità
dell’azione non è un dato acquisito. Deve essere verificata
quotidianamente. C’è sempre qualcuno che si dimentica, che non può, che
se ne va senza passare le consegne.
21) Un alternativo deve sapere di essere diverso dalle persone cui si rivolge. Questa diversità lo contraddistingue.
22) Il messaggio alternativo è un messaggio difficile. Se si pensa che
sia facile non lo si può comunicare. Oppure se si ha paura della
difficoltà, semplicemente non lo si comunica.
23) Il lavoro di gruppo può funzionare soltanto se i suoi membri coltivano il rispetto reciproco e la tolleranza.
24) Chi entra in un gruppo pretendendo che sia il gruppo a capire lui, o lei, finirà per distruggere il gruppo.
25) Un gruppo diventa forte e coeso se ha un patrimonio comune di
conoscenze. Dunque una delle cose più importanti è studiare e leggere
insieme.
Giulietto Chiesa
Presidente di ALTERNATIVA

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