La tenerezza per i bambini uccisi fra i banchi di scuola fa battere il cuore di Obama. Non si commuovono Smith & Wesson, Sturm Rugger e le catene commerciali Cabela e Big 5 Sporting Goods, vetrine di armi in ogni angolo degli Stati Uniti.
Il presidente prova a disinnescare la follia, braccio di ferro non
facile con i mercanti della morte. E il dolore continua. E il sorriso
dei bambini assassinati da uno squilibrato e dal sadismo di un sistema
sconvolge le Tv: ormai sono figli di tutti. Nelle stesse ore missili e
bombe hanno ucciso 3 bambini in Siria, 7 attorno alla frontiera del
petrolio Sud Sudan, mentre in Afghanistan il massacro di un marines
“impazzito” ha steso il bambino numero 3421 dal Natale 2002. Ci
sarebbero 11 ragazzine dilaniate durante i funerali dei piccoli di
Newtown. Forse una mina talebana che ogni giornale del mondo sta
coprendo di insulti. Silenzio sul marines, bocche cucite. Scenari di
guerra: se non si uccide qualcuno che guerra è? Senza contare le
ragnatele di mercati e delocalizzazioni che cancellano la dignità della
persone contemplata nello statuto delle Nazioni Unite. Schiavi da
spremere. E ogni 5 secondi chi ha meno di 5 anni chiude gli occhi per
fame, 7 milioni da un capodanno all’altro. Mentre oro, petrolio e chissà
quale mirra rallegrano i nostri caveaux. Nessuna responsabilità di
missili e superbombardieri, ma la filosofia non cambia: i popoli restano
comparse nei registri di Wall Street impegnata a contenere la crisi con
la buona salute dell’industria pesante. Bombardieri e carriarmati,
qualcuno deve pur fabbricarli. Piazziste insuperabili organizzazioni
come la Nato: aggiorna freneticamente gli arsenali con macchine di nuova
generazione distribuite a chi difende il mondo libero e a chi vuole
destabilizzarlo. L’importante è vendere e indebitare per tranquillizzare
le Borse, mentre i bilanci pubblici stringono le corde della vita di
ogni giorno. Pane, scuola, casa e acqua non sono ormai per tutti. Siamo
informati di ogni sorriso dei bambini americani; restano senza nome i
bambini bruciati nei paesi marginali. Solo numeri, emozioni trascurate.
Tanto chi li conosce? Altri 2 bambini sparati in Nigeria, 4 nel Congo.
Per non parlare dell’America Latina di qualche anno fa. Tornavamo dal
Salvador con le immagini delle “stanze della morte”. Per costringere
padri e madri a tradire le guerriglie anti dittatura, squadroni
invisibili portavano via i figli. Se i genitori non collaboravano una
telefonata avvertiva dove trovarli: tre bambine inchiodate al pavimento,
agonia straziante. Era il 1982, ogni mattina la Washington di Reagan
nutriva con 6 milioni di dollari e consiglieri speciali le forze armate
che difendevano i valori del cristianesimo dalla minaccia comunista. In
una solitudine disperata il vescovo Romero denunciava il silenzio
vaticano. Voce da spegnere: uno sparo in chiesa, delitto dal colpevole
sistemato attorno a Miami. Permetteranno a Obama di bloccare il mercato
di rivoltelle e F35 venduti come giocattoli? Dopo i giorni delle
lacrime, torneranno i giorni delle lobby.
Tratto da: ilfattoquotidiano.it
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