TRIESTE - Il Parco delle Dolomiti friulane rischia di chiudere. “Stiamo
attraversando un periodo economico difficile. Tutti lo sanno. Ma non
credevamo che la tutela del territorio montano, già svantaggiato per
mille altri motivi, vedersi azzerate le poste di bilancio regionale. È irragionevole”.
Preoccupati dall’azzeramento dei fondi previsti per i Parchi naturali
nella proposta di bilancio adottata dalla Giunta regionale, i presidenti delle due maggiori aree protette del Friuli Venezia Giulia hanno chiesto e ottenuto un incontro con l’assessore regionale competente, Claudio Violino.
Alla riunione, tenutasi a Trieste, era presente anche il consigliere
regionale Maurizio Salvador, la direttrice del Servizio caccia, risorse
ittiche e biodiversità, Marina Bortotto, e i due direttori degli Enti
Parco. A conoscenza dell’incontro e particolarmente interessati anche i
consiglieri Cacitti, Baritussio, Della Mea, Menis, Colussi e Corazza.
I presidenti, Stefano Di Bernardo per il Parco Prealpi Giulie e
Luciano Pezzin per il Parco Dolomiti Friulane, hanno a palesato il loro
disappunto per la scelta compiuta. Hanno ricordato il ruolo giocato dai due Parchi per
la conservazione della natura e la promozione di forma di sviluppo
sostenibile fin dalla loro istituzione. In particolare hanno
sottolineato come la mancanza di trasferimenti regionali metta a rischio
non solo la funzionalità dei due Enti ma anche i posti di lavoro sia
del personale dipendente, sia di quanti lavorano attraverso cooperative o
società, o con contratti di collaborazione, per la gestione attiva del
territorio.
Violino ha illustrato la complessa situazione del bilancio regionale: i finanziamenti sono passati da 67 a 19 milioni.
Ha comunque dato disponibilità a rivedere l'inserimento delle poste
specifiche nel bilancio (per evitare di chiudere servirebbero, in
totale, almeno 1,7 milioni di euro), ma ha rammentato che dovrà essere
il Consiglio regionale a dare un chiaro segnale economico.
Chiudere il parco significa che tutte le attività esistenti non saranno più possibili e
che la manutenzione non sarà attivata. Gli escursionisti esperti
potranno continuare ad andare all’interno, ma famiglie, scuole e turisti
occasionali saranno bloccati dall’assenza di servizi.
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