Chi possiede il mondo?
di Noam Chomsky
26 ottobre 2012
AMY GOODMAN: Siamo a Portland, Oregon, perché facciamo parte del giro in
100 città organizzato dalla Maggioranza ridotta al silenzio. Questa
settimana in cui il presidente Obama e l’aspirante alla presidenza, Mitt
Romney hanno fatto un dibattito su problemi di politica estera, e
sull’economia, noi ci rivolgiamo a Noam Chomsky, dissidente politico
famoso in tutto il mondo, linguista, scrittore, e professore al MIT. In
un recente discorso, il professor Chomsky ha esaminato argomenti in gran
parte ignorati o soltanto accennati durante la campagna elettorale,
dalla Cina alla Primavera Araba, al riscaldamento globale e alla
minaccia nucleare posta da Israele contro l’Iran. Ha parlato il mese
scorso all’Università del Massachusetts ad Amherst a un evento
sponsorizzato dal Center for Popular Economics. La sua conferenza era
intitolata. “Chi possiede il mondo?”
NOAM CHOMSKY: quando pensavo a queste osservazioni,
avevo in mente due argomenti, non riuscivo a decidere quale dei due
scegliere, in effetti molto ovvii. Uno è: quali sono i problemi più
importanti che dobbiamo affrontare? Il secondo è: quali problemi non si
stanno trattando seriamente – o per nulla – in questa follia
quadriennale in corso che si chiama elezione? Mi sono però reso conto
che non c’è un problema; non è una scelta difficile: sono lo stesso
argomento. E ci sono delle ragioni che sono di per se stesse molto
significative. Mi piacerebbe tornare su questo punto fra un momento.
Prima dirò alcune parole sul contesto, iniziando dal titolo che è stato
annunciato: “Chi possiede il mondo?”
In realtà, una bella risposta a questa domanda è stata data tanti
anni fa da Adam Smith, una persona che ci si aspetta che adoriamo, ma
che non leggiamo. Era un po’ sovversivo quando lo si legge. Si riferiva
alla nazione che era la più potente del mondo ai suoi tempi, e,
naturalmente, era la nazione che lo interessava, cioè l’Inghilterra. E
ha fatto notare che in Inghilterra gli architetti della politica sono
coloro che possiedono la nazione: e che ai suoi tempi erano i mercanti e
i produttori di merci. E ha detto che essi si assicurano di disegnare
le linee politiche, in modo che i loro interessi vengano seguiti in modo
particolare. La politica è al servizio dei loro interessi, per quanto
sia doloroso l’impatto sugli altri, compreso il popolo inglese.
Smith era, però un conservatore vecchia maniera con principi morali,
quindi ha aggiunto le vittime dell’Inghilterra, le vittime di quella che
chiamava “l’ingiustizia selvaggia degli Europei”, dimostrata
specialmente in India. Ebbene, non aveva illusioni su chi fossero i
proprietari, quindi, per citarlo di nuovo, “Tutto per noi stessi e nulla
per le altre persone, sembra, in ogni età del mondo, essere stata la
ignobile massima dei padroni del genere umano.” Era vero allora; è vero
adesso.
La Gran Bretagna ha mantenuto la sua posizione come potenza mondiale
dominante quando il ventesimo secolo era già cominciato da un pezzo,
malgrado il suo declino progressivo. Alla fine della seconda guerra
mondiale, il dominio si era spostato rapidamente nelle mani dell’ultimo
arrivato al di là del mare, gli Stati Uniti, di gran lunga la società
più potente e ricca nella storia del mondo. La Gran Bretagna poteva
aspirare soltanto ad essere il suo socio meno anziano, come aveva
mestamente riconosciuto il Foreign Office britannico (il mistero degli
esteri). In quel momento, il 1945, gli Stati Uniti possedevano
letteralmente la metà della ricchezza mondiale, incredibile sicurezza,
controllavano l’intero emisfero occidentale, entrambi gli oceani, le
sponde opposte di entrambi gli oceani. Non c’è nulla, non c’è mai stato
nulla del genere nella storia.
E i pianificatori lo hanno capito. I pianificatori di Roosvelt si
incontravano durante la Seconda guerra mondiale per disegnare il mondo
del dopo guerra. Erano molto sofisticati al riguardo, e i loro piani
sono stati abbastanza messi in pratica. Volevano assicurarsi che gli
Stati Uniti avrebbero controllato quella che chiamavano una “grande
area” che avrebbe incluso, sistematicamente l’intero emisfero
occidentale, tutto l’Estremo Oriente, l’ex Impero britannico, di cui gli
Stati Uniti avrebbero preso il controllo, e il più possibile
dell’Eurasia – cosa di importanza cruciale – i suoi centri di commercio e
di industria in Europa occidentale. E nell’ambito di questa area,
dicevano, gli Stati Uniti avrebbero mantenuto un potere indiscutibile
con una supremazia militare ed economica, assicurando nello stesso tempo
la limitazione di qualunque esercizio di sovranità da parte di stati
che potessero interferire con questi disegni globali.
per vedere tutto: z net italy chi possiede il mondo?
Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
http://www.znetitaly.org
Fonte:http://www.zcommunications.org/who-owns-the-world-by-noam-chomsky
Originale: Democracy Now!
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2012 ZNET Italy –Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0
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