di Enrico Piovesana - 19 febbraio 2014
La
campagna "Taglia le ali alle armi" lancia la sua 'operazione verità'
sui cacciabombardieri e, date e cifre alla mano, accusa Mario Mauro di
aver "aggirato le prescrizioni del Parlamento" e di avere acquistato
altri aerei, nonostante le mozioni votate a metà 2013 che imponevano la
sospensione degli ordini.
L’ombra degli F35 si allunga sulla nascita del governo Renzi. In attesa di capire chi finirà a guidare la Difesa (in lizza ci sono Roberta Pinotti, Federica Mogherini e Arturo Parisi), la campagna “Taglia le ali alle armi”, promossa da Rete Disarmo, Sbilanciamoci e Tavola della Pace, lancia la sua ‘operazione verità’ sui cacciabombardieri della discordia e, date e cifre alla mano, muove una grave accusa al ministro Mario Mauro: aver “aggirato le prescrizioni del Parlamento”
procedendo di nascosto all’acquisto di quattordici dei costosissimi
aerei da guerra americani, nonostante le mozioni votate a metà 2013 che
imponevano la sospensione degli ordini.
Nel rapporto “F35, la verità oltre l’opacità“, presentato a Roma dai pacifisti, è spiegato nel dettaglio come lo scorso autunno (27 settembre) la Difesa, “non informando correttamente il Parlamento”
e sfruttando surrettiziamente “la pratica dei pre-accordi non
vincolanti”, abbia non solo completato l’acquisto dei primi tre aerei,
ma abbia anche confermato definitivamente l’ordine per ulteriori tre velivoli.
“Non contento di una scelta già grave”, prosegue il rapporto, il
ministero della Difesa “pochissimi giorni dopo l’approvazione delle
mozioni” (il 18 luglio 2013) ha avviato da zero una nuova tornata di
ordini versando anticipi per ulteriori otto F35. “Un precedente grave –
secondo i promotori della campagna – che rischia di compromettere
qualsiasi controllo parlamentare sul programma F35 e un meccanismo che forse si cercherà di mettere in moto anche nelle prossime settimane”. CONTINUA:
fonte: ANTIMAFIADUEMILA.
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