Dichiarazione shock di Antonio Marfella: “Scoprire che Giorgio Napolitano era il Ministro dell’Interno all’epoca delle dichiarazioni segretate di Schiavone è una pugnalata al petto”.
Le dichiarazioni fatte dal boss pentito Carmine Schiavone
nel lontano 1997 alla Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e
rimaste segrete fino ad oggi, sono davvero raccapriccianti. I Casalesi
intascavano 500 mila lire a fusto smaltito quando l’operazione regolare
sarebbe costata circa due milioni e mezzo. “Entro venti anni gli abitanti di numerosi Comuni del casertano rischiano di morire tutti di cancro”, ha
detto Schiavone alla Commissione, a causa della pericolosità dei
rifiuti industriali, sotterrati anche a trenta metri di profondità, ma
“tuttavia quel traffico veniva già attuato in precedenza. Gli abitanti
della zona rischiano tutti di morire – avverte il boss – Non credo
infatti che si salveranno: gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal
di Principe, Castel Volturno e così via, avranno, forse, venti anni di
vita”. Questa è la frase che ha colpito di più in questi giorni l’opinione pubblica: ricordiamo che era il lontano 1997
quando sono emerse tali informazioni da verificare sul territorio.
Esattamente sedici anni fa, quando il pentito ha fatto queste terribili
rivelazioni.
Ancora più sconcertante è sapere che fino
ad oggi non è stato fatto nulla per salvaguardare le vite umane.
All’epoca dei fatti “il Governo non aveva soldi per farlo”, ha riferito
il boss Schiavone nell’intervista di venerdì scorso alle Iene. Sulla sua
pagina di Facebook il Dott. Antonio Marfella,
componente del Coordinamento Comitati Fuochi e dei Medici per l’Ambiente
(ISDE) Campania, scrive parole di dolore e di enorme tristezza: “Scoprire
che Giorgio Napolitano era il Ministro dell’Interno all’epoca delle
dichiarazioni segretate di Schiavone è una notizia che mi da un dolore
profondo, insopportabile, veramente una pugnalata in petto… Ve lo giuro…
Non me lo aspettavo…”.
Oggi si apprende da fonti di stampa che il presidente della Camera, Laura Boldrini,
afferma che “è impensabile che cittadini coinvolti come parte lesa in
una situazione così grave per il loro futuro non abbiano possibilità di
essere informati”, all’indomani della desecretazione dell’audizione di Carmine Schiavone
sui rifiuti. “Mi auguro – prosegue la Boldrini – ci sia un senso forte
della giustizia a prevalere. Lo dobbiamo ai cittadini”. Tutto ciò che
finora non è avvenuto, trascorsi ormai lunghissimi e devastanti anni per
il popolo campano, come scriveva il Dott. Marfella “I
cittadini e i Medici della regione più giovane di Italia, ma anche
quella colpita dal più grande disastro ambientale negato della Storia
di Italia, la Campania, non hanno il diritto di conoscere direttamente
dagli “esperti” del Ministero della Salute, i risultati dei loro studi.”
Dopo anni di silenzio ancora oggi in Campania si muore per colpa dei veleni.
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